1/23/2008

Richiesta Consiglio Comunale aperto al pubblico

In base all’art. 16 del predetto regolamento, si richiede la convocazione di un consiglio comunale in seduta aperta, con partecipazione attiva della popolazione, in riferimento alla situazione creatasi nella Residenza Maero.

Manta 22 gennaio 2008



Richiesta fatta dalla Minoranza durante la riunione consigliare del 22.01.08

Dichiarazioni della Minoranza presentate al Consiglio Comunale del 22.01.08

Dichiarazione letta e presentata dalla minoranza al consiglio del 22/01/2008:


Consiglio Comunale

22.01.2008

La convocazione alle ore 19,00 è un fatto ricorrente, per la Maggioranza di Manta. Quando gli argomenti in discussione all’ordine del giorno possono interessare altre persone, oltre ai consiglieri, la Maggioranza per consuetudine consolidata cambia l’orario del Consiglio. Così l’ora vesperale condiziona la loro partecipazione e quindi li esclude. Questo è ciò che si vuole.

Sgombriamo subito il campo da ciò che è stato scritto e detto da esponenti dell’UPM, che hanno affermato che la Minoranza non concederebbe, alla citata forza politica, la facoltà di riunirsi e di confrontarsi con i propri sostenitori. Non è nelle intenzioni della Minoranza fare e proporre dei divieti ingiustificati. Faccia pure l’UPM tutte le riunioni che vuole, ma poi si fermi lì. Faccia parlare i propri consiglieri in Consiglio e non le voci di chicchessia demandate ai giornali locali. Soprattutto non faccia del terrorismo psicologico adattandosi opportunisticamente all’arroganza padronale che tutti conosciamo. Liberalmente l’UPM lasci che certe questioni siano nei termini definitivi oggetto di delibere di Consiglio. Cioè si entri correttamente nelle regole del gioco democratico che una vera amministrazione, nonstante tutto, dovrebbe praticare con serena oggettività.

Questo invece non è successo, per di più le notizie, con sano e oltremodo saggio opportunismo, sono state comunicate alla vigilia delle festività natalizie.

Ciò che è avvenuto è un fatto di una gravità inaudita. La dimostrazione di un’assoluta mancanza di rispetto per la dignità delle persone, che evidenzia la negazione di quell’etica universale e non solo privata che dovrebbe, fra l’altro, permeare anche la politica.

Il titolo dell’articolo, dove va il Maero, apparso sulla Gazzetta di Saluzzo, purtroppo non era uno scoop pubblicitario. Era un dato di fatto legato ad affermazioni sconsidearte e soprattutto impensabili fino a quel momento e per questo motivo irresponsabili.

Il ragionare sul Maero come un’azienda qualsiasi legata esclusivamente alla rendita economica, con guadagni e perdite, ci è apparso come la negazione di quel servizio pubblico di cui tutte le amministrazioni ben pensanti e particolarmente di sinistra si vantano.

Resta da pensare, con una certa difficoltà e scoramento, come mai fino a ieri, ottobre 2007, tutto funzionava al Maero, mentre a dicembre 2007, tutto va male. Gli ospiti erano contenti, le famiglie dei degenti erano contente, i responsabili della Struttura se li gestiva il Sindaco e l’Assessore con delega al Maero, più di così, i dipendenti facevano un po’ tribolare, ma in fondo tutto funzionava a meraviglia. Inaspettatamente tutto questo ben di Dio è da buttare.

Qualcosa è successo allora o qualcuno a sbagliato.

Certamente è successo qualcosa che i consiglieri di Minoranza non conoscono e che non è stato comunicato opportunamente e tempestivamente a loro.

Questo la Minoranza vuol capire subito, prima di andare avanti e affrontare qualsiasi altro discorso che si presenti come alternativo all’attuale stato giuridico della struttura Maero e al suo sistema gestionale. E’ nel diritto dei consiglieri di minoranza ma anche di tutti quei consiglieri che posseggono se non altro un minimo senso di responsabilità, capire a fondo come stanno realisticamente le cose.

Se c’è un disavanzo di 150.000,00 euro, così ha orgogliosamente declamato l’Assessore con delega, insostenibile per il bilancio del Comune, ci dica il Sindaco o l’Assessore dove sono finite e a che cosa sono servite le proprietà del Maero, un valore che, nella perizia asseverata del 1981, raggiungeva la bella cifra di 2.644.619.000 di lire. Nel giro di ventanni si ipotizza che sono stati bruciati annualmente la bellezza di 132.230.900 lire. A che cosa sono serviti i mutui fatti, dal 1977 fino al 2004, pari a 1.042.543.572 lire di cui pagheremo gli interessi, fino al 2011 e al 2031. A che cosa sono servite le somme integrative delle rette da parte dell’ASL, così gli altri soldi dovuti a finanziamenti di banche, come i lasciti di ospiti defunti.

Tralasciamo le rette pagate normalmente dagli ospiti e aggiornate con estrema puntigliosità.

Come mai qualcuno, contrariamente a quanto sta scritto nella Carta dei servizi del 2003 e sottoscritta dall’allora Assessore Livio Franco, sempre dell’UPM, ci ha sempre osteggiato il libero accesso alla Struttura?

“ La Casa di Riposo Maero, per la sua natura pubblica è aperta a chiunque….le forze politiche vi hanno il libero accesso per verificarne l’organizzazione interna” quindi possono anche parlare con gli operatori, con i degenti, ecc. ,” e la qualità del trattamento riservato agli ospiti”.

Come mai, per diverso tempo, non si è voluto procedere alla revisione del Regolamento Interno di Gestione della Residenza Maero, applicando, fra l’altro le condizioni già espresse dalla Carta dei Servizi del 93, e che lo stesso D.Lgs 267/2000 ribadisce per tutti i Consiglieri?

Come mai, se esisteva una certa situazione di difficoltà economica, non si è dato seguito ad una seria e oculata pianificazione, tesa al risanamento del bilancio della struttura, proiettandola verso altre esperienze compatibili e integrate, non di diversa gestione, ma d’uso, al contrario, si è proceduto a nuove assunzioni ?(vedi il manutentore, vedi i direttori della struttura che si sono succeduti).

Come mai, invece di entrare in guerra con i dipendenti non si è cercato di ricompattare l’organico, dando fiducia a chi la meritava?

Come mai si sono mantenute due responsabili che hanno più valenza di controllori della produzione, mentre sarebbe risultato più conveniente che costoro s’impegnassero nel lavoro ordinario di assistenza?

Queste sono solo alcune domande che, in queasti giorni, ogni cittadino mantese si è fatto e si sta facendo.

Trascrivo e condivido una frase di Orwel che dice “Nell’era della menzogna dire la verità è un atto eroico”.

La Minoranza desidera che si faccia verità su quest’affare. Desidera che tutti sappiano come veramente le cose sono andate.


La Minoranza Consigliare di Manta

“Rinnovamento nella Tradizione”.


Mozione: Richiesta dimissioni dell'Assessore con delega al Maero di Manta


Richiesta di dimissioni

dell’Assessore con delega al Maero di Manta
da parte dellla Minoranza Consigliare di Manta
“Rinnovamento nella Tradizione”


Prendiamo spunto da una battuta, dell’Assessore Orlandino, messa a verbale, che non molto tempo fa, 21 agosto 2007, affermava che “la comprensione non dipende solo da chi spiega, ma anche da chi deve capire”. Si parlava del Maero. Noi non capivamo nulla. Lui ovviamente capiva tutto. Ora ci è tutto chiaro.

Nella lettera prot. 8404 del 20 ottobre 2007, in risposta alla comunicazione scritta della minoranza che preannunciava alcuni emendamenti al Regolamento della Residenza Maero, lo stesso Assessore terminava dicendo “ se non arriverà in tempi brevi un’eventuale assenso” così è scritto, “ad una nuova convocazione della Commissione cercheremo di utilizzare al meglio il metodo degli emendamenti”. Parole strane per non dire incomprensibili, che oltre a palesare vaghe minacce e oscure premonizioni, la dicevano ben lunga sul significato che l’assessore arrtibuisce alla parola democrazia. Ora le premonizioni si sono avverate.

Infatti lo stesso assessore, in una lettera, prot. 10396, inviata a tutti i dipendenti del Maero afferma “prima che possano circolare notizie imprecise e perché non abbiate l’impressione sbagliata che vi si voglia nascondere qualche strana manovra sul Maero, desidero darvi l’informazione ufficiale” notate bene e sottolineo, “ sulle intenzioni dell’unione popolare mantese, attualmente alla guida amministrativa di Manta”.

Un Assessore dà ai dipendenti comunali, per rassicurarli, contro le strane manovre di chissà chi, un’informazione dell’UPM, che se anche rappresenta il partito di governo non ha alcuna autorità per poterlo fare, anzi rappresenta una chiara ed evidente interferenza esterna poco attinente al compito oggettivo e costituzionale del consigliere assessore.
Il Maero quindi, secondo il comportamento dell’Assessore, dipende dall’UPM. L’assessore è un’emanazione e il portavoce dell’UPM. L’UPM di conseguenza e per logicità è la Giunta e il Consiglio Comunale!

Altro fatto grave, sempre nella stessa lettera, l’Assessore parla di una fatto mai riferita in Consiglio, vale a dire che “il Maero richiede annualmente un investimento di circa 150.000,00 euro” da parte del Comune. La parola investimento è un semplice eufemismo e vuol dire che il Maero non ce la fa con le proprie forze, ha un buco economico. Questo fatto o avvenimento non è mai stata portato in Consiglio, come mai!

L’UPM però lo sapeva, perché è di questo che si è parlato nella riunione del dcembre 2007.
Così l’Assessore prosegue “Nessuna decisione è stata presa”, non in Consiglio certamente. E’ questa un’ingenuità o una presunzione e prosegue, “in un prossimo Consiglio… la Giunta chiederà di deliberare una direttiva che l’autorizzi ad approfondire l’argomento per potere giungere ad una soluzione…..che renda più completa l’assistenza agli anziani di Manta”.

E’ tutto chiaro. L’UPM, sapeva e ha deciso. L’ultima sceneggiata fa riferimento ad una nota e pittoresca rappresentazione, che periodicamente avviene nell’aula consigliare, là dove si contano le mani alzate dei consiglieri di maggioranza che si votano le direttive richieste dalla Giunta di Maggioranza UPM Ritornando all’Assessore, non sbagliamo se si pensa che i compiti di un Assessore, secondo la prassi più normale, dovrebbero essere prioritariamente quelli di verificare
e confrontare i propri pensieri, quando si tratta di argomenti di competenza del Consiglio, nella Sede più opportuna, senza abbandonarsi in dichiarazioni di censura e di informativa su fatti che, fra l’altro, hanno avuto solo il consenso privato di una parte politica, almeno così si è detto e in via non ufficiale. Cosuetudine e correttezza vogliono che l’Assessore parli della cosa e si misuri prima in Consiglio o in Giunta e, successivamente, comunichi, in questo caso, ai dipendenti dell’Ente Maero, le decisioni che il Consiglio Comunale o la Giunta hanno deliberato, ma non ciò che
l’UPM ha deciso, o che dice e che pensa di fare.

Il comportamento dell’Assessore, invece, ha messo in risalto un fatto estremamente grave, un’assurda confusione di ruoli, inconcepibile per un rappresentante di giunta e di competenze che trovano luogo solo in una tipologia di governo, quella che si definisce normalmente oligarchia, a pochi passi dalla dittatura.

Oltre a queste considerazioni potremmo aggiungere tutte le omissioni a cui ci ha assoggettato nel periodo del suo mandato e a quell’etica professionale soggettiva, anche giustificabile, basata su di un’efficienza tecnologica e numerica che ha prodotto non il miglioramento della struttura, ma il suo oggettivo decadimento ambientale, quello che, nonostante le denunce, non è mai stato capito, con i risultati che tutti possono ammirare. A questo si aggiunga, a quanto sembra anche il fallimento economico e il quadro operativo e gestionale dell’Assessore, con delega al Maero di Manta, risulta completo, perverso e assolutamente fallimentare.

Per questi gravi motivi la Minoranza propone al Consiglio una mozione di sfiducia all’Assessore con delega al Maero, art. 4 del Regolamento del Consiglio Comunale, e le dimissioni immediate dello stesso.

Manta 22.01.2008

La Minoranza Consigliare di Manta
“Rinnovamento nella Tradizione”

1/22/2008

Novità, proposte e suggeriementi.

Sono state apportate recentemente alcune modifiche al blog per renderne più facile la navigazione.
Oltre al tradizionale SPAZIO DEL MANTESE, che ha riscosso fra gli utenti notevole successo, segnaliamo le ultime novità:

  • menù di navigazione a sezioni per trovare facilmente gli articoli che interessano;
  • motore di ricerca interno;
  • possibilità di rimanere aggiornati via mail sulle pubblicazioni tramite feed;
  • in evidenza gli ultimi commenti da parte dei lettori.

Per proposte e suggerimenti scrivere a :
webmaster manta-rnt@libero.it

1/18/2008

Consiglio Comunale | Risposta all'interpellanza Residenza "Maero"

Convocazione del CONSIGLIO COMUNALE

MARTEDI' 22 GENNAIO 2008 ore 19,00

ORDINE DE GIORNO


1. Lettura e approvazione verbali della seduta precedente del 27 novembre 2007;

2. Risposta ad interpellanza presentata dal gruppo di minoranza consiliare del 21 dicembre 2007, relativa alla Residenza "maero".

La memoria offesa.


La memoria, a quanto pare, non è una delle migliori doti della Maggioranza di Manta. I suoi adepti non ricordano neppure quello che hanno fatto il giorno prima, figuriamoci se si ricordano quello che è successo circa 35 anni fa.

In modo semplice, ricordiamo allora che la Residenza Maero di Manta è nata con l’Unione popolare mantese, la stessa “forza politica” che ora si appresta, senza grandi cerimonie, a seppellirla.

Però, giunti a questo punto e come al solito per salvare la faccia, o almeno ciò che resta di quella, lo stesso gruppo politico cerca ora qualcuno a cui affibiare le colpe di questa morte annunciata. Così facendo ha individuato diversi colpevoli. Li elenco, per onestà di cronaca, in primo luogo la Minoranza, poi l’Asl 17, le Leggi ingiuste e in seguito i costi crescenti, le nuove esigenze sociali e gli operatori dipendenti.

La memoria, però, continua a non soccorrerli e annebia anche quel poco di verità che è davanti a loro, tragicamente evidente, fino a non capire che, il loro così detto programma elettorale del 2004, a questo riguardo è miseramente fallito.

Infatti, la struttura della Casa di Riposo che doveva, nel periodo del loro mandato, essere migliorata e adattata “alle effettive esigenze degli anziani e delle loro famiglie” è stata ulteriormente impoverita e ridotta di funzionalità, in barba ai costi che invece sono aumentati, mentre l’onore per la “ salvaguardia della natura pubblica” è stato degradato a semplice “proposito” e “a schermaglie formali”.

Ma si sa che di bei propositi è pieno il mondo.

Nel Maero poi il personale rappresentava l’ultima certezza della struttura, ma anche questo, è stato declassato, offeso e isolato.

Secondo loro, gli operatori, si sono trasformati in fannulloni, assenteisti, un peso e una spesa inutile insomma e, per questo motivo, privati di ogni umanità.

La colpa peggiore degli stessi operatori, purtroppo, è stata quella di essere solo delle persone che devono essere trattate come tali.

In questi ultimi anni al Maero di Manta se ne sono viste di tutti i colori. In sequenza si sono susseguiti due assessori comunali delegati e due direttori responsabili della struttura, si è visto arrivare la Procura e i NAS. Tutto questo non è significato nulla per la Maggioranza, ma solamente ulteriori bugie sulla effettiva realtà del Maero e il rilancio di ulteriori accuse, ribadite, non si sputa nel piatto in cui si mangia, anche dal 13° uomo dell’UPM, lo storico del gruppo.

A questo punto é il caso di dire, povera “Unione popolare mantese” in che stato ti sei ridotta, ma soprattutto, che cosa hai fatto, perché hai distrutto con la tua insipienza e presunzione ciò di cui Manta poteva certamente andare orgogliosa!

Termino con l’invito del Signor Berardo rivolto alla Minoranza, perché incominci a pensare al problema Maero.

Ringrazio per il suggerimento. Desidero ricordare però che la Minoranza è assolutamente in grado di gestirsi più di quanto sia capace di fare la Maggioranza o UPM che sia, che invece ha creato il problema Maero, senza dimenticare gli altri danni che continua a fare a Manta.

Il Capogruppo di Minoranza

Rinnovamento nella Tradizione

Arch. Mario Guasti