6/16/2007

Il piacere del dispiacere del Sindaco di Manta

L’ultimo atto, nel senso cronoligico del termine, del potere assolutista della Maggioranza di Manta, è stato l’approvazione dello Statuto della nuova società pubblica AIGO, società nata con alcuni comuni di valle e di pianura, con il compito di gestire il servizio idrico pubblico.

Lo Statuto di questa Società è stato presentato in Consiglio Comunale, alla vigiglia della sua firma, dal Sindaco e dal suo delfino assessore Quaglia, “blindato”, vale a dire con le stesse loro parole, “senza la possibilità di essere modificato”.

La presentazione di uno Statuto richiede, almeno, qualche spiegazione, un’illustrazione delle sue parti, quelle più significative e quindi più determinanti ai fini della funzionalità globale del nuovo soggetto, dei logici passaggi tra un articolo e l’altro, dell’impegno e dei vantaggi strutturali, funzionali ed economici relativi al servizio collettivo e alla collettività. Tutto questo non è avvenuto, anzi alle osservazioni di contenuto fatte dalla Minoranza, si è risposto, sempre dai soliti due, con un generico “così hanno detto” che dichiarava innanzi tutto la scarsa informazione sullo Statuto, ma, al contrario, una chiara conoscenza degli incarichi che ne sarebbero derivati.

In sintesi, cosa non da poco e non giustificata dalla Maggioranza, mancava la relazione tecnica e uno studio tecnico organizzativo e finanziario (Consiglio di Stato, IV n.370/1990), l’atto costitutivo (Statuto del Comune di Manta), i riferimenti alle leggi vigenti in materia societaria a componente pubblica (vedi Legge Bersani).

Approvare questo Statuto, adatto più per società private che per quelle pubbliche, significava accettare a scatola chiusa ciò che alcune persone avevano scritto e preparato, lasciando a dopo, ai successivi atti e a chissà a quali soci, ogni possibile decisione, compreso l’organigramma tecnico che non è cosa da poco.

Le nostre parole sono state quindi “parole al vento” come ha commentato il consigliere di Minoranza Paolo Vulcano.

Ma l’operazione Consiglio si è conclusa con un comportamento assolutamente comico da parte del Sindaco, che con il classico “grido di dolore”, e con la consueta faccia ha invitato, guardando verso la Minoranza, a prendere atto delle responsabilità dirette che si assumevano verso un avvenimento “storico”, e ha invocato da parte di tutti il consenso unanime.

La Minoranza, proprio per quel forte senso di responsabilità che crede di possedere, pur riconoscendo la necessità di costituire una società pubblica, ha votato contro a tale provvedimento, motivando il voto attraverso il rifiuto di un atto preordinato (vedi variazione di Bilancio del Consiglio del 16/05/07), inventato e confezionato ad arte, vago e incompleto nella sostanza, suscettibile di libere future gestioni e soprattutto, viva la democrazia, senza avere avuto il piacere di scoprire, attraverso la discussione ed il dibattito, i reali valori, se ce ne fossero stati, ne dubitiamo di un tale atto pubblico.

Ci dispiace caro Sindaco per il dispiacere che le abbiamo arrecato, le chiediamo scusa e promettiamo, in seguito, di… non rubare più la marmellata.

Il Capogruppo di Minoranza

Arch. Mario Guasti

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